Custodi del Bello: a Firenze la Comunità di Pratiche definisce la nuova direzione

Al momento stai visualizzando Custodi del Bello: a Firenze la Comunità di Pratiche definisce la nuova direzione
  • Categoria dell'articolo:news

Custodi del Bello significa credere nella possibilità di riformare e ricostruire comunità partendo dai più vulnerabili, perché proprio loro hanno la capacità di rigenerare legami e bellezza nei quartieri. Noi rendiamo visibile questa potenzialità.” È una delle riflessioni emerse durante la Comunità di Pratiche dei Custodi del Bello, riunitasi a Firenze in una due giorni di confronto e lavoro condiviso.

In questa occasione, i referenti delle 14 città in cui il progetto è attivo si sono incontrati per definire i prossimi passi di un’azione che sta permettendo a centinaia di persone in situazione di fragilità di riattivarsi attraverso interventi di cura e manutenzione di strade, parchi, edifici pubblici, giardini e scuole.

L’incontro, ospitato dalla Fondazione Angeli del Bello e dalla Fondazione Solidarietà Caritas Firenze, ha portato alla stesura della bozza del nuovo Manifesto Programmatico, il documento che guiderà il percorso nel triennio 2026-2028.

Durante i lavori è emerso con chiarezza che la governance dei Custodi del Bello non può ridursi alla ricerca di finanziamenti. Deve invece coinvolgere istituzioni, imprese, associazioni e cittadini in un impegno condiviso per offrire risposte efficaci alle fragilità sociali. Nessun attore, da solo, può affrontare sfide di tale portata: serve un approccio realmente collaborativo e territoriale.

A questo proposito, Marco Berbaldi, presidente del Consorzio Communitas, ha invitato tutti a superare l’idea dei Custodi del Bello come semplice progetto , legato a budget, tempistiche limitate e rendicontazioni, per riconoscerlo invece come un processoin costante sviluppo, capace di trasformare il modo in cui viviamo i territori e affrontiamo i problemi sociali.

La forza dell’iniziativa risiede nella capacità di dialogare con mondi diversi – istituzioni, imprese, cittadini,  terzo settore – costruendo alleanze che tengano insieme persone fragili, comunità e territori. L’obiettivo lanciato a Firenze è quello di muoversi nella stessa direzione affinché Custodi del Bello diventi una proposta nazionale di politica attiva del lavoro, oltre che uno strumento per affrontare altri bisogni sociali urgenti.

Come evidenziato nei vari interventi, l’unicità del progetto sta nella capacità di unire la cura “sartoriale”, cioè l’attenzione specifica alla singola persona, con una visione strategica e politica più ampia. Per questo Communitas intende chiamare alla partecipazione imprese, fondazioni e cittadini, non per chiedere risorse, ma per costruire insieme un sistema più giusto e inclusivo.

“Dobbiamo lavorare sui desideri di cambiamento: il nostro, quello delle persone fragili, quello delle imprese e dei cittadini che desiderano contribuire a un sistema più giusto”, ha concluso Berbaldi.

Nel corso dell’incontro sono state presentate numerose storie di vita dei Custodi provenienti dalle diverse città: racconti di persone che hanno attraversato difficoltà economiche e personali e che, grazie al progetto, sono riuscite rimettersi in gioco, trovare un lavoro e ritrovare un ruolo attivo nelle comunità. Queste testimonianze hanno rappresentato uno dei momenti più significativi della “due giorni”, mostrando con chiarezza l’impatto trasformativo del progetto.

Nelle prossime settimane il Manifesto dei Custodi del Bello sarà presentato ufficialmente e verrà aperta la sottoscrizione pubblica per tutte le persone, gli enti e le istituzioni che desiderano condividere e sostenere i principi fondanti dell’iniziativa.